RADICI

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michael-santhers-
00domenica 14 dicembre 2008 02:48
Nel giardino a misura
della mia mente confusa
con un’ortensia che contendeva la scena
a una rosa insidiata anche da un’edera
che quasi arresa prometteva battaglia
in autunno, un merlo passeggiava
nel fogliame fitto con le ombre
che per lui dovevano sembrare
dei labirinti conosciuti dei quali servirsi
per sfuggire all’indole maligna di certi umani
che annoverano trofei di caccia
coperti addirittura dal contesto
della parola...SPORT..

Di tanto in tanto accompagnava un sottile canto
con delle movenze simili a quelle di una donna
che cerca di riallacciarsi a nobiltà passate
e con discrezione ma non troppo percorre
le strade di una Parigi odierna che lotta
col suo charme sul degrado di un progresso
che trebbia le anime allineate come spighe
di grano

In un dormiveglia simile a quello di un vecchio
affaticato per l’esubero di saggezze
che non sa a chi trasmettere
poco distante un gatto nero
col pelo lucido e sensibile, quasi a percepire
i lamenti che trasportava il vento
e che ogni tanto sembrava vorticare
e arroventarsi nell’aria che raschiava le gole
nelle fatiche dei respiri

Il felino con un colpo di ciglia
in un tempo quasi nullo
fece un fotogramma alla vita precaria
e riportò negli occhi subito la scena
consumata dell’agguato
infatti con un balzo.. e le ali nella bocca
si posero come una croce nera
che tenta di schiodarsi
mentre alcune piume in una danza macabra
presero il volto di illusioni di vita
che sconfinano in certezze

Dopo aver misurato la morte, il gatto
abbandonò la preda e a tal punto spontaneo
mi venne da chiedergli
...perchè l’hai fatto se ti avevo appena
dato da mangiare in abbondanza ?

Si aggiustò la bocca dalle fatiche della morsa
e...oh! mio signore..voi venerate feste da millenni
per legarvi alle radici e vi servite di foto e scritture
invece noi la storia la scriviamo nel gioco di morte
e nei lampi degli occhi

Capìi che quella vita abbattuta che mi ispirava
armonie
per l’animale era una semplice lettera
nelle pagine da scrivere nel lungo fiume della vita
che passa di morti in morti per tendere
l’infinito filo della memoria...............
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Dal volume:Voci dall’inferno
www.santhers.com
auroraageno
00domenica 14 dicembre 2008 19:04
Molto interessante.... Fa riflettere..!

Grazie, Michael!

Un altro carissimo saluto


aurora


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